Apri il menu principale

Scrubs - Medici ai primi ferri (terza stagione)

lista di episodi della terza stagione

1leftarrow blue.svgVoce principale: Scrubs - Medici ai primi ferri.

Scrubs - Medici ai primi ferri, terza stagione.

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Episodio 1, La mia ragazza americanaModifica

  • Turk: Qual è la legge del ballo in pubblico per i maschi bianchi?
    J.D.: È proibito se non sei gay.
  • [Rivolto a J.D.] D'ora in avanti fammi rispondere solo a Doc, Dottore, Cesare o a Il Pezzo Grosso. E noo, non sto scherzando, non scherzo né ora né mai! (Dott. Cox)
  • [A Kelso] So che anche solo l'idea di farmi un favore ti provoca un restringimento delle chiappe così forte che se qualcuno ti infilasse un pezzo di carbone lassù probabilmente potresti cacare un diamante! (Dott. Cox)
  • Quando nessuno ti chiede più aiuto, quello è il fondo del barile. (J.D.)
  • Ho sempre sognato di essere il padre di un marinaretto gay. (Dott. Cox)
  • [Rispondendo a Elliot] Ti dirò una cosa che mi disse mia nonna quando ero un bambino, anche se allora pensavo fosse mia madre. Mi disse: «Tempo speso a desiderare è tempo perso». Ed è morta poco tempo dopo. E mia sorella, che in realtà era mia madre, non l'ha mai accettato... Nemmeno il mio papà-fratello... Che domande sono? Se vuoi essere diverso, sii diverso. (Inserviente)

Episodio 2, Il mio viaggioModifica

  • Carla: Ok, devo fare un annuncio. Abbiamo scelto la data [del matrimonio]. Diglielo, Turk: 24 aprile!
    Elliot: Ma dai! La mia è il 25... 2006! [sguardo stupito degli altri] Il posto che piace a me ha una lista d'attesa lunga... Io ci provo!
    Turk e J.D. [canticchiando]: Uno, due, tre... Pazzia!
  • J.D.: Non ci credo che vi sposiate!
    Turk: Eh già, vecchio mio.
    Dott. Cox: Parlano di nozze! Ma che amorucci! Sentite, sorelline Hilton, il signor Queen della 206 si ostina ad avere una clavicola seriamente sfracellata e gli serve un consulto chirurgico. Ora, dal momento che è il tuo paziente [rivolto a J.D. e poi a Turk] e che tu sei un chirurgo, be'. speravo sempre che voi due piccioncine non siate troppo impegnate a scegliere i centrotavola e a decidere una volta per tutte qual è il metodo migliore per attaccare il velo su una zucca pelata. Be', sarebbe superstupendissimo se andaste a dargli un'occhiatina piccina picciò.
  • Elliot: Dottor Cox, questo rossetto mi fa sembrare un clown?
    Dott. Cox: Oh... no! Barbie, no! Anzi, ti fa sembrare una prostituta che va esclusivamente con i clown!
    Elliot: Oh, scusi, errore mio, dimentico sempre che lei è una persona orribile!
    Dott. Cox: Oh, è Barbie battibecco! Miii scusi!
  • Lo so, pasticcino... Questo sarebbe il posto più bello del mondo dove lavorare se non fosse per tutti questi malati. (Dott. Cox) [a Elliot]
  • Cinque mentale! (Todd)
  • Turk: Fai come vuoi! Posso fare discorsi profondi anche con il Todd!
    Todd: Secondo te un gay è arrapato dal suo cetriolo?
    Turk: Oh, mio Dio.
  • Sono felice se qualcuno vince una battaglia, perché di delusioni qui ne devi ingoiare tante. Forse devi lottare solo per le cose importanti, come per l'orgoglio per quello che fai o l'amicizia. (J.D.)

Episodio 3, La mia balena biancaModifica

  • [Il dott. Cox ha rubato il pupazzo che il pediatra usa per intrattenere i bambini che cura, per poterlo ricattare e fargli curare suo figlio]
    Pediatra: Dov'è Mister Buffo Pallo?
    Dott. Cox: ¿Oh, que pasa?
    Pediatra: Ho detto: «Dov'è mister buffo pallo?»!
    Dott. Cox: È in un posto sicuro.
    Pediatra: Se gli torci anche un solo capello, giuro su Dio che inietto la varicella a tuo figlio.
    Dott. Cox: Non lo farai...
    Pediatra: Lo so... È solo un pupazzo innocente, mio Dio!
    Dott. Cox: No, David, è da collezione!
  • [Rivolta a Cox] Non dire parolacce davanti al bambino, lurido figlio di Minnie! Lo vedi? Adattare... Tu invece ti comporti come un vero squilibrato! (Jordan).
  • [L'inserviente ha strofinato sull'orecchio di Murphy un acido, ustionandolo]
    Elliot: E i tuoi specializzandi?
    Murphy: Sì, mi brucia ancora un po' (l'orecchio), ma almeno adesso ci sento bene!
  • L'importante è dormire bene la notte, perché hai finalmente affrontato la tua balena bianca [...] Non serve un dottore per dirti che una notte di sonno risolve quasi tutto. (J.D.)

Episodio 4, La mia serata fortunataModifica

  • [In sala operatoria] Dammi un cinque sterile! (Todd)
  • Lascia che proceda brevemente a illustrarti quella che amo definire "la filosofia di Perry":
    1) se quello che fa la fila davanti a me al bar non ha deciso cosa comprare quando è arrivato alla cassa, dovrei avere il diritto di ucciderlo;
    2) sono quasi sicuro che se da internet togliessero tutta la pornografia resterebbe un solo sito chiamato "Ridateci i porno";
    3) l'unico modo per essere rispettato come medico, anzi come uomo, è di essere un'isola: nasciamo soli e senza ombra di dubbio moriamo soli. (Dott. Cox)
  • Il fatto è che -e forse è il caso che te lo appunti- solo i deboli chiedono aiuto. (Dott. Cox)
  • Dott. Cox: Accidenti! Quello è davvero un bel casco, principessa...
    J.D.: Veramente non è un casco, è un supercasco: è più alto. Così non mi rovino l'acconciatura.
    Dott. Cox: Capisco. Credo proprio che ti farò una ricetta per un paio di testicoli, così potrai sottoporti all'intervento quando meglio credi.
  • Chiedere aiuto non è da deboli. Chi non lo fa ha paura di ricevere un rifiuto. (J.D.)

Episodio 5, Il mio "ingombrante" fratelloModifica

  • J.D. [pensando: «Per un medico è importante saper fare quattro chiacchiere»]: Signor Bobber, che cosa vuole insieme insieme al tacchino?
    Paziente: Piselli.
    J.D. [pensando: «Non è facile se il paziente soffre di demenza e dice una parola sola»]: E da bere?
    Paziente: Piselli!
    J.D.: E ora, per mille dollari e questa sacca di flebo in grado di farla sentire come se avesse di nuovo solo 190 anni: Apelle figlio di Apollo fece una palla di pelle di...?
    Paziente: Piselli!
    J.D.: Noooo! Mi dispiace, signor Bobber! La risposta giusta era pollo purtroppo! Apelle figlio di Apollo fece una palla di pelle di pollo!
  • Mi dica, dottor Cox, da quanto mio fratello vuole soffocare i vecchietti malati? Dovrei avvertire mia nonna... (Dan)
  • Ci sono talmente tanti modi in cui potrei risponderti: "Mai", "neanche tra un milione di anni", "assolutamente no", "scordatelo", "toglitelo dalla testa", "niete", "negativo"... mmhm, naa, noo, e naturalmente quello che preferisco in assoluto: "l'uomo che cade nel burrone: No... puf...!" (Dott. Cox)
  • [Dopo aver discusso con Carla e Elliot sui problemi della vita di coppia, il dottor Kelso fa una telefonata, senza accorgersi che Ted è nel suo ufficio]
    Dott. Kelso: Scusa, tesoro, devo parlarti. Per tutti questi venticinque anni abbiamo solo fatto finta. Una volta ogni due settimane facciamo sesso e poi facciamo colazione senza una parola. Be'... stasera voglio che tu ti metta un bel vestito, perché voglio portarti fuori a cena e voglio finalmente cominciare a dirti tutte quelle cose che non ho mai trovato il tempo di dirti in tutti questi anni... Ti amo anch'io, tesoro. [e riattacca]
    Ted: Commovente... Davvero, signore...
    Dott. Kelso: Grazie, Ted. Chiama mia moglie e dille che stasera ho da fare.

Episodio 6, Il mio consiglio per teModifica

  • Carla: Che ci fa una frittella nel cassetto delle posate?
    Turk: Che ci fanno delle posate nel cassetto delle frittelle?!
  • [Il dott. Cox spegne la tv mentre gli specializzandi la stanno guardando] Bene, se volete vi racconto come finisce: il dottor Phil dice: «E allora, vuole dirmi come si sente adesso, cara signorina?» e la grassona si mette a piangere: «Ueè». D'accordo... sono sicuro che vi state domandando perché ho accettato l'incarico di direttore sanitario visto il mio disprezzo per... be'... per tutti voi... Sarà per i quattro dollari in più in busta paga o sarà perché ho così finalmente l'opportunità di cambiare le cose in questo posto infernale? È solo per i quattro dollari, credetemi. E visto che il mio stipendio dipende dal fatto che voi, branco di pecore, facciate il vostro dovere, volevo dirvi che questo è il momento giusto per precipitarvi al lavoro, così potrò continuare a pagarmi gli antidepressivi che mi fanno stare così allegro... Andate! (Dott. Cox)
  • [Quando Elliot gli riferisce che il dott. Kelso aveva detto il contrario di ciò che dice lui] Non voglio sentire niente di ciò che esce dalla bocca di quell'uomo, a meno che non sia : «Oh mio Dio! Sto morendo! Ecco, sto andando verso la luce, ma... un momento! C'è qualcosa di sbagliato, questo è l'Inferno! Ciao Hitler! Ciao Mussolini! Capitan Harlock... che ci fai qui?» (Dott. Cox)
  • Dott. Kelso [rivolto al dott. Cox]: Perry, il fatto che questi ragazzi stiano ronzando intorno a quest'unica paziente mi fa pensare che tu gli abbia detto di ignorare un mio espresso ordine!
    Dott. Cox: Bob Kelso! Questo non è assolutamente vero! Io gli ho detto di ignorare ogni tuo espresso ordine!
    Dott. Kelso [rivolto agli assistenti]: Sì, lo so che siete convinti che io sia un mostro senza cuore, però se vostra nonna fosse qui non vorreste che il suo medico si dedicasse a lei quanto a qualunque altro paziente?
    J.D.: Nonna Dorian o nonna Hobbs? Perché nonna Hobbs alcune volte è un po' razzista...
    Dott. Kelso: Nonna Dorian.
    J.D.: È morta.
    Dott. Kelso: Il punto è che a volte ciò che è bene per questo ospedale è anche un bene per i nostri pazienti. Lo so io, lo sapete voi e -indovinate- lo sa anche il dottor Cox... anche se non lo ammetterà mai solo perché l'ho detto io.
    J.D.: Le cose non stanno così.
    Dott. Kelso [rivolto al dott. Cox]: Perry! Qui fa un caldo infernale.
    Dott. Cox: Si gela.
    Dott. Kelso: È buono questo caffè.
    Dott. Cox: Pipì di ratto.
    Dott. Kelso: Il dottor Murphy è un leccapiedi incompetente.
    Dott. Cox: Oh Bob! È uno dei migliori dottori con cui io abbia mai lavorato.
    Dott. Kelso [rivolto a J.D.]: Il teste è suo.
  • [Turk ha un occhio nero. In precedenza J.D. ha affermato che sua nonna era razzista]
    J.D.: Così anche ai neri vengono gli occhi neri, eh! Non credevo...
    Turk: Non ne avevo uno così da quando tua nonna Hobbes mi tirò un sasso...
    J.D.: Pensava che tu fossi un ladro!
  • Dott. Kelso [rivolto al dott. Cox]: Stai perdendo il controllo, eh? Cerca di capire: ho temuto che un gruppo di giovani dottor Cox invadessero le corsie intenzionati a chiamarmi Bob e a radermi i genitali quando perdo i sensi alla festa di Natale.
    Dott. Cox: Le tradizioni sono tradizioni, Bob!
    Dott. Kelso: Già!
  • Sai, credo che mettere a segno qualche vittoria sia l'unica cosa che ci dà la forza di continuare a giocare le altre partite, quelle che sappiamo di non poter vincere. (Dott. Cox)
  • Carla: Turk... non ti dispiace se ogni tanto io e Marco parliamo un po' in spagnolo, vero?
    Turk [invertendo l'ordine delle parole delle frasi]: Piccola... no che certo ma! Pure fate! Svigno io me la tanto perché... Ciao! Anche noi abbiamo un linguaggio segreto, ah!
    Marco [in spagnolo]: Che ha detto?
    Carla: Non ne ho idea.
    Marco e Carla: Imbecille.

Episodio 7, I miei quindici secondiModifica

  • Ascolta, Pemmy, riguardo la tua vita sentimentale, normalmente non mi importa da chi ti fai sbattere accanto al caminetto mentre la tua bocca sussura: «Ti prego no, no!», ma i tuoi occhi gridano: «Sì! Oddio come è grosso sì! Sì!». Ma il fatto che tu esca con la sorellina di Jordan mi costringe a frequentarti anche fuori dall'ospedale e questo non mi va proprio, perciò ecco come stanno le cose: non voglio uscire a cena con te, non voglio andare al bowling con te, non voglio assolutamente più entrare nella mia cucina e sentirti cantare "Ehi! Uehi! Mamma mia! Mamma mia! La frittella nel piatto è mia!" (Dott. Cox)
  • [Rivolto a J.D.] Saremo amicissimi per supersemprissimo se terrai la tua faccia lontanissimo dalla mia! (Dott. Cox)
  • [J.D., il dott. Cox, Jordan e Danni sono a cena]
    Danni [Rivolta a J.D.]: Che ci fai qui!?
    Dott. Cox: L'ho invitato io... Insomma, dopo aver detto quelle cose l'altra sera mi sono sentito molto... ah... be'...
    Jordan: In colpa!
    Dott. Cox: No! Non in colpa!
    J.D.: In colpa?
    Dott. Cox: Sì, è esatto... non mi piace darle ragione.
  • [Dopo aver visto J.D. e sua sorella baciarsi, rivolta ad uno schifato Cox] Smettila, mi ricorda il mio bacio più eccitante, la luna di miele con te, il mare che mi accarezzava i fianchi... mi sa che tu eri al bar. (Jordan)

Episodio 8, La mia amica medicoModifica

  • [Turk ha appena svolto un'operazione chirurgica perfetta da solo] Turk: Dottor Wen, all'inizio ero nel panico, ma il suo incidente è diventato la cosa più bella che mi sia mai capitata.
    Dott. Wen: Mia moglie si è rotta tutte e due le gambe.
    J.D.: Forse Buddha ha voluto dire a sua moglie di andare un po' più piano...
  • Sto in posa cosa così il tuo ragazzo può farmi una foto e metterla nel suo album "Persone che mi hanno fatto sentire una femminuccia"! (Dott. Cox)
  • A volte la cosa che stavi aspettando arriva al momento più inopportuno. [...] A volte il momento arriva quando ti sembra di averlo atteso tutta la vita, devi solo sperare che nessuno arrivi prima a rubarti la scena, perché in quel caso, be'... non ti resta che metterti in un angolo a guardare. (J.D.)
  • Carla, ho un figlio di sei mesi, diventerò uno di quei vecchi strambi che portano il figlio al parco e tutti mi guarderanno chiedendosi: «Mmh... sarà il padre, sarà il nonno, sarà il nonno del padre del nonno? O mio Dio, ma perché sta spingendo un nano da giardino sull'altalena mentre il suo bambino di cinque anni è per terra che piange? Sta forse facendo uno scherzo al bambino? No, è che neanche riesce a vederlo il bambino e, ora, guarda... prende il nano da giardino, lo mette nella station wagon e se ne va, mentre il suo bambino piange e il nano da giardino se ne sta seduto tranquillo a guardare Alla ricerca di Nemo in DVD». (Dott. Cox)
  • Purtroppo in medicina, anche se fai tutto alla perfezione, non ci sono garanzie. (J.D.)
  • Alcuni cercano di sfuggire a quello che sono; altri, infine, si accettano per quello che sono. Ma a volte sono i momenti duri quelli che ti aiutano a capire cose sei diventato. (J.D.)

Episodio 9, Il mio sporco segretoModifica

  • Lascia che ti racconti una storia, inizia ogni mattina alle 5, l'ora in cui tu ti stai facendo la messa in piega per venire al lavoro... quando ad un certo punto vengo svegliato da un tremendo suono... è forse un gatto sventrato con un coltello da pescatore? No, è mio figlio! Ha fame ed è talmente pieno di cacca che sto pensando che dovrei assumere uno stalliere, ma vado avanti, mi do da fare perché lo adoro e perché -caspita, mi conosci- sono un filantropo e... corro in ospedale, dove la mia coppa è ricolma sia di colleghi di qualità come te, per esempio, o qualcosa come un autobus nell'ora di punta pieno di malati. Ma per la miseria, mi pagano più o meno quanto uno che spacca sassi con un sasso e lavoro solo 3 o 400 ore a settimana, quindi in fondo non posso davvero lamentarmi... e poi me ne vado a casa, dove mi accoglie il sottile aroma di vomito infanitile, in una casa che di solito odorava di... niente! Niente! Già, in effetti non aveva assolutamente nessun odore, e tutto ciò che voglio fare prima di ricominciare con quel glorioso ciclo è soltanto stendermi sul divano, guardare un programma sportivo con una birra in mano, e, se non sono troppo sudato per il duro lavoro, mettermi una mano nei pantaloni, ma... a quanto pare questo non è quello che Jordan definisce "fare la mia parte"! (Dott. Cox)
  • Dott. Kelso: Dottor Murphy, descrivimi lo stato clinico in cui si trova il tuo paziente, il signor Eronson.
    Murphy: Ha una miocardiopatia dilatativa complicata da un'ipertensione polmonare piuttosto grave.
    Dott. Kelso: Sbagliato. È morto.
  • Forse il piccolo sporco segreto riguardo al sesso è che non è così sporco... (J.D.)
  • La cosa strana, anche se naturale, è che il sesso può metterci a disagio. [...] Ma se ci impegnamo, possiamo superare il disagio e scoprire che il sesso può essere un conforto. [...] Il sesso può essere persino una cura. [...] Come mai so tutto questo? Perché nessuno comprende l'importanza del sesso quanto uno che non riesce a farlo. (J.D.)

Episodio 10, Le mie regoleModifica

  • Carla, devi essere paziente. La chirurgia non è così facile come può apparire... Diamine! Fai l'incisione, tagli l'arteria sbagliata, ti fai prendere dal panico, crolli singhiozzante in un angolo... e dopo tutto questo ti lavi e controlli la lista per sapere chi devi ammazzare dopo pranzo. È massacrante. (Dott. Cox)
  • La regola è questa, pornostar, quando il suo spazzolino tocca il tuo lavandino, hai una nuova inquilina fissa. (Dott. Cox)
  • Dott. Cox: Ehi, Bob, quando il principe delle tenebre ti richiamerà a casa, ti prego... promettimi che donerai il tuo corpo alla scienza. E non intendo la scienza medica, ma la NASA. Perché quando tutti quei cervelloni avranno rinunciato a cercare di capire com'è fatto un buco nero, guardando quello spazio dove un tempo ci sarebbe dovuto essere il tuo cuore, diranno finalmente sollevati: «Oh, che sciocchi... Ecco com'è fatto!»
    Dott. Kelso: Ehi, campione, sai chi ha due pollici e non ti ascolta neanche? [indicandosi coi suoi pollici] Bob Kelso!
  • Dott. Cox [parlando tramite l'interfono a Turk, che si trova in sala operatoria]: Benvenuto a chirurgo Fried Chicken! Cosa desidera ordinare? Sì, ehm, pensavo ad una semplice operazione chirurgica senza complicazioni inattese, è possibile? Oh, mi dispiace, purtroppo le abbiamo terminate, ma, se ha un bambino, può provare uno dei nostri fantastici menù infezione a soli 7000 dollari. Può pagare all'altro sportello...
    Turk: Comincio ad essere stanco...
    Dott. Cox: Oooh, mi spiace molto! Hai detto qualcosa?! Perché ho deciso di tenere il dito premuto sul bottone, così da non sentire nulla di quello che dite là dentro... ma per correttezza farò io anche la tua parte di conversazione, è una cosa del genere: «Bla bla, bla bla bla, bla bla bla, bello molto hip hop! Bla bla, bla bla bla...»
  • A volte dimentichiamo che le regole hanno un senso; altre volte, be', le regole vanno infrante. E una volta ogni tanto devi dimenticare tutte le regole e pensare che andrà tutto bene. (J.D.)

Episodio 11, Il mio taglio nettoModifica

  • [Il dottor Cox e Jordan sono al parco in compagnia del figlio Jack che gioca, quando si avvicina la madre di un altro bambino, che inizia a parlare rivolgensosi a Jack]
    Madre di Bradley: Ciao, tesorino, visto che hai tantissime palle e che troppi giochi possono essere iperstimolanti per un bambino, Bradley si chiedeva se potevi prestargliene una per giocare.
    Dott. Cox: È curioso, perché Jack si stava giusto chiedendo perché quella stramba signora, che per un'ora ha fumato come una ciminiera e parlato al cellulare, mentre suo figlio mangiava terra, sarebbe andata da due totali estranei a elargire consigli educativi.
    Jordan: Oh... e mi ha anche ringraziato per non averlo chiamato Bradley!
  • [Mentre parla con suo figlio] È incredibile quanto mi sento a mio agio a parlare con te in questi ultimi mesi. Voglio dire, se quel giorno non fossi passato per caso al Festival del Rinascimento e non avessi scoperto che il mio strizzacervelli, l'uomo a cui raccontavo tutti i miei segreti più intimi, ama... ama mettersi una barba gigante e fingere di essere un fabbro ferraio... Que-quello che voglio dire è che mi succede qualcosa ultimamente. Sto dormendo di più e sto bevendo un po' meno. Faccio perfino complimenti alla gente. (Dott. Cox)
  • Turk: Devi capire una cosa: se un uomo trova attraente una donna, ci va a letto anche se la odia. Se Tyra Banks mettesse sotto con la macchina mia madre e poi mi offrisse di fare sesso con lei, dovrei chiamare l'ambulanza nudo perché mi sarei già tolto le mutande.
    Carla: Carino... con tua madre là in agonia..
    Turk [rivolto a J.D.]: Diglielo!
    J.D.: Ma non muore mica... Tyra usa le sue conoscenze e convince gli scienziati del governo a trapiantare il cervello della mamma di Turk nel corpo di Heidi Klum, lei si innamora di me e viviamo tutti insieme.
    Turk: All'inizio sarebbe strano, ma mi adatterei, perché le voglio bene.
    J.D.: Anch'io le vorrei bene...
  • Mi piace pensare che il motivo per cui i pazienti scelgono il Sacro Cuore non sia solo per le voci infamanti che faccio circolare sul conto degli ospedali concorrenti, ma anche perché quando vedono uno dei nostri medici pensano: «Accidenti, questo è un vero professionista!» (Dott. Kelso)
  • In questa aula c'è abbastanza intelligenza da illuminare una città. Non una vera città, badate. Diciamo una minuscola cittadina in cui gli amministratori hanno appena approvato leggi sul risparmio energetico estremamente restrittive. (Dott. Cox)
  • Prima di tutto voglio dirvi: grazie. Negli ultimi due mesi ero andato alla deriva, perso in un mare di cuccioletti, pucci-pucci, lecca-lecca e -diciamo la verità- mediocri metafore. Ma voi siete stati così gentili da mandare a puttane ogni mio tentativo di insegnarvi una procedura che può decidere se qualche povero idiota di paziente vivrà o morirà e questo mi ha fatto ricordare una cosa che volevo ricordare a tutti voi. Perché sono io a rendere conto... io devo rendere conto di questo devastante, incontestabile dilettantismo che continuate a trascinarvi dietro in questo ospedale dalla mattina alla sera. E credetemi quando vi dico che la prossima volta che uno di voi, perenni delusioni, non avrà neanche la semplice decenza di cercare di fare meglio qualcosa che avreste già dovuto saper fare. Vi getterò fuori di qui in dieci secondi e me ne basteranno altri cinque per cancellarvi dalla mia memoria. (Dott. Cox)
  • Ognuno affronta i problemi a modo suo: c'è chi si espone per difendere un amico... e la fa franca... e c'è chi deve discuterne con qualcuno. (J.D.)
  • [Mentre parla con suo figlio] Io... io lo so cosa mi vuoi dire, credimi, lo so. Perché mai a un uomo civilizzato, raffinato e importante quale sono io dovrebbe fregare anche lontanamente qualcosa se un mucchietto di mediocri dottorini col mocio al naso hanno paura di lui. Giusto? Ahm... sfortunatamente io so insegnare solo attraverso la paura e lo dico a te perché so che questo mio piccolo difetto influenzerà inevitabilmente la tua vita. (Dott. Cox)

Episodio 12, Il mio superdottoreModifica

  • Dott. Casey: Ehi, J.D., ci facciamo una birra stasera?
    J.D.: Lei crede che un pollo non vorrebbe volare?
    Dott. Casey: Non lo so...
    J.D.: Io credo che vorrebbe!
    Dott. Casey: Sì, anch'io.
  • Dott. Casey: Bel posto, ha quell'odore di vomito e noccioline!
    J.D.: Sì, mi ricorda la mia prima ragazza... era una giostraia.
  • Aspettati l'inaspettabile e non avrai sorprese. (Dott. Casey)
  • Se c'è una cosa che ho imparato lavorando in questo ospedale è che non bisogna stuzzicare il boss... O il cuoco, perché in entrambi i casi finisci per mangiare merda. (Elliot)
  • J.D.: Dottor Cox, mi servirebbe un po' d'aiuto.
    Dott. Cox: Beyoncé, a te serve tanto aiuto. Ma, ehi, dobbiamo tutti arrangiarci con quello di cui Dio ci ha fornito, a meno che non ti bussi alla porta lo staff al completo di chirurgia plastica. Ma credo che anche a loro mancherebbe il coraggio di migliorare questo disastro umano.
  • Ognuno ha le sue croci, J.D., e io non voglio essere quello che le scarica su qualcun altro. (Dott. Casey)
  • Ammettere le proprie croci è già una mezza vittoria [...] Eppure è incoraggiante guardarsi intorno e vedere cosa devono affrontare le altre persone. (J.D.)

Episodio 13, Il mio gabinetto sul tettoModifica

  • [Rispondendo a Kelso sulla provenienza di strani rumori nell'ospedale] Se era "Vengo da una terra lontana dove si impara bene a saccheggiare"... non guardate me. (J.D.)
  • [Riferito al gabinetto sul tetto] Questo è il mio Everest. (Dott. Kevin Casey)
  • Dott. Casey [riferendosi al gabinetto sul tetto]: Ma chi vuole che lo usi?
    Inserviente: Sta scherzando?! Oh cavolo, cerchi di immaginarselo: se ne sta qui, all'aria aperta, poi si siede e fa il punto della sua vita. Ho avuto più di una rivelazione su questo coso. Non puoi guardarti nell'anima laggiù in quei cessi infestati di germi.
  • Se c'è qualcosa che sai di saper fare, che sia intubare un paziente o usare un gabinetto all'aperto, e la tua mente continua a impedirtelo, ora sai di poterlo superare. (Dott. Kevin Casey)

Episodio 14, Il mio disastroModifica

  • Jordan: È il primo compleanno. Deve essere speciale, ci sarà uno zoo tattile per i bambini e dobbiamo pensare a qualcosa per gli adulti.
    Dott. Cox: Che ne dici di una roulette russa, ma con questa variante: mettiamo un caricatore completo così potranno vincere proprio tutti!
  • J.D.: È prevista una pignatta? Devo saperlo per portarmi il casco!
    Jordan: Ababa! Bocca cucita! Please! La sola ragione per cui ti abbiamo invitato è che per qualche strana ragione possiedi già un costume da Spongebob!
    J.D.: È un regalo... (da parte di me stesso).
  • Questa è la morale... potresti scoprire che la cosa che odi tanto è la stessa che ti manca da morire quando non c'è. (Bob Kelso)
  • J.D. [al dott. Cox]: Dove crede che siamo?
  • Ci sono molti modi diversi di accettare: accettare di mostrare il proprio lato buono una volta ogni tanto o accettare qualcuno che ami così com'è. Ma alla fine l'importante è accettare che per quanto ti senta solo, per quanto sia doloroso, con l'aiuto di chi ti è vicino ce la potrai fare. (J.D.)

Episodio 15, Il mio mentore tormentatoModifica

  • [Riferito a J.D.] Tutti noi siamo destinati a morire prima o poi. Per pochi fortunati sarà una cosa veloce, ma per gli altri sarà una faccenda lenta e dolorosa come una conversazione con te. (Dott. Cox)
  • [Riferito a J.D.] Non ficcare alcuna parte del tuo corpicino nei miei affari! Dammi retta: non hai niente da guadagnarci, pivello! Perché anche se ti imbarcassi per l'angolo più remoto dell'oceano e riuscissi a ripescare in tempo il mio corpo mezzo affogato per liberarmi i polmoni dall'acqua e sottrarmi dall'abbraccio della morte, sarei comunque infuriato! Perché la prima faccia che rivedrei sarebbe la tua! (Dott. Cox)
  • Ci sarà sempre uno scontro di potere tra i sessi... e a volte l'uomo deve arrendersi. A volte basta fare un passo nella direzione giusta e ogni tanto, anche se può sembrare banale, l'uomo deve prendersi cura della donna. (J.D.)

Episodio 16, La mia farfallaModifica

  • Dott. Cox: Carol, lo so che sei elegantissima nel tuo camice blu mare, ma si può sapere perché ogni volta che metto piede qui dentro devo trovarmi te davanti che mi sommergi di parole?!
    J.D.: Ho detto solo "buongiorno".
    Dott. Cox: Esattamente! Renditi conto, ogni mattina sentirsi dire: «Buongiorno!». Come disse il grande Duffy Duck: «Ti chiedo di spararmi ora!». Magari.
  • Devo comprare un washboard a Turk. (J.D.)
  • Devo imparare a suonare il banjo. (J.D.)
  • La cosa peggiore è pensare a che sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente. (J.D.)
  • Io non credo nel destino, molto dipende da noi e ad ogni azione corrisponde una reazione, dopotutto, anche l'evento più insignificante come il battito d'ali di una farfalla può cambiare ogni cosa, a volte in meglio, anche se all'inizio non sembra. Ma con tanta parte della vita affidata al caso non puoi fare a meno di chiederti: e se fosse andata in un altro modo? (J.D.)
  • Alla fine impari a far tesoro di quelle che volte che va tutto bene e a consolare quelli che ami quando va male e soprattutto ad accettare il fatto che certe cose non dipendono da te. Ma con tanta parte della vita affidata al caso non puoi fare a meno di chiederti: e se fosse andata in un altro modo? (J.D.)

Episodio 17, Il mio non-tradimentoModifica

  • Dio, la mia infallibilità comincia a pesarmi, richiamami! (Dott. Cox)
  • Osare significa esporsi ad un rischio e, dunque, rendersi vulnerabili. (J.D.)
  • È dura perdere per la prima volta ed è anche peggio quando è la centesima. (J.D.)
  • È incredibile come un piccolo gesto possa riuscire a rimediare tutto. (J.D.)

Episodio 18, La sua storia IIModifica

  • [pensando] Ehi! Elliot ha proprio un bel culo per essere una bianca! Piantala! Se hai paura di sposarti non è un buon motivo per ridurre ogni donna ai suoi attributi fisici! [arriva il primario di chirurgia, la dott.ssa Miller] Oh... Il mio nuovo cattivissimo capo con il suo incredibile seno-sedere-piedi... Adoro i piedi! (Turk)
  • Per recuperare una giornata niente di meglio che una birra fresca con un amico. (J.D.)
  • È un mistero come una donna abbia il potere di farti impazzire ogni volta. (J.D.)
  • Devi avere fiducia che la donna perfetta ti guiderà sempre nella direzione giusta. (J.D.)

Episodio 19, La mia scelta delle scelteModifica

  • Jordan: O mio Dio, ti sei preso una cotta?
    Dott. Cox: Chi si è preso cosa?
    Jordan: È talmente lampante! Abbiamo un figlio meraviglioso, finalmente c'è una certa armonia fra noi, ma questo è troppo noioso per te, troppo bello! Perciò devi rovinare tutto, giusto? Bene, bravo, bravo, Perry.
    [Ora Jordan esce di scena lasciando da solo il dott. Cox, che ora parla con Dio]
    Dott. Cox: Lo so, che dici di amarci tutti allo stesso modo, ma è una bugia, vero? Ti ho beccato, grande capo.
  • Arriva il giorno in cui devi prendere una decisione: può essere una scelta professionale o una scelta personale, ma è sempre una questione di integrità. Si tratta di seguire ciò che vuoi veramente, anche se devi dimostrare che c'è qualcuno a cui tieni... e a volte devi fare solo ciò che è giusto per gli amici, anche se vuol dire sacrificare la propria felicità. Alla fine conta solo essere orgogliosi della decisione presa. (J.D.)

Episodio 20, Il mio difettoModifica

  • Senti, Elliot, ogni anno noi ci ricaschiamo e non ho mai avuto il coraggio di dirti quello che provo. Sono davvero pazzo di te. E voglio che tu sappia che se dovessi scegliere tra spassarmela con chiunque altro al mondo o restare a casa con te, a mangiare una pizza e guardare una schifezza in TV, sceglierei sempre te. (J.D.)
  • Dott. Kelso: Avrei bisogno della tua opinione.
    Dott. Cox: Sì, con quei pantaloni sembra che tu soffra di meteorismo.
    Dott. Kelso: Perry, ti dirò la stessa cosa che dissi a un comico che vidi in un locale di spogliarelli: «Non sono qui per ridere».
  • Voglio quello che non posso avere e quando l'ho ottenuto non lo voglio più. (J.D.)
  • Le cose possono cambiare in un attimo. (J.D.)
  • [Dopo l'intimidazione a non dire alcuna battuta in sala operatoria] Miller: Dovremo entrare da dietro.
    [esce Todd dalla sala operatoria] Todd: Aaaaah! Ne valeva la pena.
  • È incredibile come il più piccolo gesto possa salvarti dal baratro. La cosa strana dell'amore è che non sai mai come andrà a finire. (J.D.)

Episodio 21, Il mio esame di coscienzaModifica

  • Non do molto credito a tutte quelle sciocchezze new age: una volta ho visto mia madre stendere mio padre con una padellata in testa e sai che ho fatto? Ho continuato a godermi la mia festa di compleanno! (Dott. Cox)
  • Pensavo seriamente all'amore, a come a volte sia difficile da comprendere... altre volte l'amore è visibile a chiunque. (J.D)

Episodio 22, Il matrimonio del mio migliore amicoModifica

  • Elliot: O mio Dio, Carla, stai davvero per sposarti! Insomma sarà tutto così diverso. Ti rendi conto? Non dovrai più fare sesso a meno che non ti vada.
    Carla: Lo so!
  • Spesso le cose, alla fine, non vanno esattamente come vorremmo. A volte il destino è dalla nostra parte, altre volte, be'... quel che è fatto è fatto... ma devi convincerti che quello che deve accadere, accadrà. Comunque, in qualche modo, finisci sempre con la persona giusta per te. (J.D.)

Altri progettiModifica