Salomone e la regina di Saba

film del 1959 diretto da King Vidor

Salomone e la regina di Saba

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Salomone (Y. Brynner) e la regina di Saba (G. Lollobrigida)

Titolo originale

Solomon and Sheba

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1959
Genere biblico, drammatico, sentimentale, epico
Regia King Vidor
Soggetto Crane Wilbur
Sceneggiatura Anthony Veiller, Paul Dudley, George Bruce
Produttore Tyrone Power
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Salomone e la regina di Saba, film statunitense del 1959 con Yul Brynner e Gina Lollobrigida, regia di King Vidor.

IncipitModifica

Questa è la zona di frontiera fra l'Egitto e Israele. Ed è oggi quella stessa di mille anni avanti la nascita di Gesù di Nazareth. Anche allora, questi confini erano incendiati dalle fiamme dell'odio e della guerra. Ciascun contendente vantava l'efficienza delle proprie spie, ma si teneva sempre sul chi vive. Soldati di David, comandati da Adonia, principe d'Israele, suo figlio e legittimo erede. (Narratore)

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Salomone: Da troppo il sangue bagna questa terra.
    Adonia: Hai perso il gusto del sangue, cessato il calore della battaglia?
    Salomone: Assaporata la gloria della vittoria, la gloria della pace è ancor più evidente.
    Adonia: La pace è per i bambini e per le donne.
  • Salomone: Quante mai volte devo dirti che ti amo?
    Sheba: Devi ripetermelo, fino a che tu riesca a convincermi.
    Salomone: Lo farò.

Citazioni su Salomone e la regina di SabaModifica

  • Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di Vidor. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della Lollo: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (Il Mereghetti)
  • Tyrone Power morì a metà delle riprese e Y. Brynner lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (il Morandini)

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