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Mór Jókai

scrittore e drammaturgo ungherese
Mór Jókai

Mór Jókai (1825 – 1904), scrittore e drammaturgo ungherese.

Citazioni di Mór JókaiModifica

  • Nei bollettini dei supremi comandi è antica e osservata abitudine riferire di una battaglia persa come se proprio persa non fosse o al più si trattasse di posizione lasciata. Viceversa si strombazzano per vittorie di gran conto i successi di minima entità. (da I due Trenk, pag. 149)

Incipit di alcune opereModifica

I diamanti neriModifica

Quanti millenni trascorsero prima che dal fango caldo della santa creazione l'uomo nascesse? Questo accadeva il giorno in cui una formula astrale veniva per ispirazione fecondata dalla forza creatrice delle monadi d'una cometa, nell'attimo dell'incontro con un bacio celeste. Così la pioggia tepida suscita in una notte il fungo, la dolce rugiada l'"aphis", e una goccia di gomma il vibrione, che già è un nostro parente.

I due TrenkModifica

In un giorno di novembre del 1742, il capo degli aiutanti di campo, barone Lottum-Willich, presentava a Federico II un giovane nobile. Il re non era ancora stato soprannominato "il Grande ": era soltanto "il bel Federico" (e qui forse doveva entrarci l'adulazione cortigiana). Il sovrano si ricordava tanto del nome quanto delle fattezze del giovane che gli veniva presentato, e, anche di più, della statura. Una volta che Federico II era andato a visitare l'Università, quei professori gli avevano fatto conoscere il ragazzo come il più diligente dei loro allievi, il più valente fra gli schermitori e il più benfatto di tutti. Notare che, da allora era cresciuto di alcuni altri pollici.. Raggiungeva ormai l'altezza di una tesa e mezzo, e quel corpo di gigante era scolpito nelle forme più regolari, statura di Apollo coi muscoli di Marte. Volto tanto giovane da poter arrossire ancora, carnagione al pari delle susine sull'albero alla prim'alba, non toccata ancora dal rasoio. Volto di bimbo; ma l'anima che gli balenava nello sguardo era già l'anima di un uomo.

BibliografiaModifica

  • Mór Jókai, I diamanti neri, traduzione di Elisabetta Magrini, Sonzogno editore, Milano, 1939.
  • Mór Jókai, I due Trenk (A Két Trenk), traduzione di Ignazio Balla e Alfredo Jeria, Rizzoli editore, Milano, 1959.

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